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Scheda di lettura del libro “Skellig”

SCHEDA DI LETTURA DEL LIBRO “SKELLIG”

Nome dell’autore: David Almond

Titolo: Skellig

Casa editrice: Salani

Città e anno di pubblicazione: Agrate Brianza (Milano), marzo 2019

Genere: Romanzo psicologico

Personaggi: Il protagonista è Michael, un ragazzo di dodici anni, determinato ma a volte pessimista. Mina è un amica di Michael, anche lei di dodici anni. Occhi verdi e capelli neri fino alle spalle. Lei è molto sicura di sé ed è una ragazza davvero curiosa. Skellig non si può definire un umano né un animale, ma un angelo. E’ un uomo stanco, stressato, depresso, soffre di artrite e l’unica cosa che aspetta è morire. Ha una pelle rovinata, l’alito puzzolente di topi morti e delle grandissime e spettacolari ali che spuntano dalle scapole. La bambina, chiamata Joy, è la sorellina di Michael, ha pochi giorni ma ha una forza incredibile: è riuscita a superare la sua malattia.

Trama: Lo trovò in quel garage un sabato pomeriggio. Era disteso al buio dietro le casse, nella polvere e nello sporco. Era come se ci fosse da sempre. C’erano solo lui e Michael nel garage che sembrava più una discarica. La famiglia di Michael si era trasferita da poco tempo e dovevano ristrutturare la casa. L’unico problema era la sorellina che aveva bisogne di cure. Per questo i genitori di Michael non stavano quasi mai in casa, ma in ospedale. Michael restava lì ad occuparsi della ristrutturazione, ma non vedeva l’ora di andare a visitare sua sorella, nella speranza che lei guarisse. Incuriosito da quel garage, ci ritornò; voleva avere un contatto con quell’uomo steso lì per terra che non gli dava importanza. Era impassibile. Cercò di parlargli, ma il padre lo precedette e lo sgridò. Non era prudente entrarci, stava crollando tutto. Ci ritornò una seconda volta, dopo aver sistemato il giardino, e subito quell’ “uomo” lo aggredì dicendogli di andarsene. Michael gli offrì aiuto. Dapprima Skellig rimase indifferente, ma poi chiese il “ventisette e il cinquantatré”, un cibo cinese. Micheal fece come chiesto. Ogni sera andò a trovare Skellig portandogli il “cibo degli dei”, così lo chiamava. Un giorno mentre Michael potava gli alberi del giardino, la vicina si presentò. Era una ragazza misteriosa. Ogni giorno che passava lo andava a trovare. Lui si era affezionata a lei in un modo particolare e le volle far vedere Skellig.  Skellig si era affezionato a Michael e piano piano anche a Mina, la vicina. Il garage doveva essere ristrutturato. Skellig non poteva rimanere lì. Mina gli offrì un ripostiglio. Così scoprirono chi fosse veramente Skellig: un uomo uccello, o meglio un angelo. Quando tolsero a Skellig la giacca apparvero sulle scapole delle ali enormi. La vista di quelle meravigliose ali fecero sentire al settimo cielo Mina e il ragazzo. La bambina intanto stava male, Michael era in pensiero. Non andava più a trovare Skellig né Mina. Lui sapeva che ce l’avrebbe fatta. Non poteva finire così. Venne a sapere della bambina malata Skellig, che donò la sua vita per salvarla. Non era questo l’addio che MIcheal avrebbe voluto dargli, ma non poteva essergli più grato. Ritornò tutto nella norma, ristrutturarono la casa e Michael andava puntualmente da Mina. L’unica cosa incompleta era il nome della bambina. Ci pensarono un po’ e decisero di chiamarla semplicemente Joy.

Commento: questo libro fa davvero riflettere. La speranza di Michael, la sicurezza di Mina, il sacrificio di Skellig sono tutti momenti significativi che l’autore vuole mettere in risalto. Il linguaggio è veramente semplice, anche perché è stato creato per i ragazzi e quindi è molto comprensibile. L’autore è stato molto originale parlando di temi universali come l’amore e la morte senza trascurare i sentimenti. Consiglio di leggerlo a tutti.

 LUCREZIA D’ANDREA classe IIC Scuola Secondaria di I grado “D. Alighieri”

 

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